23 settembre 2026
23 settembre 2026
NEWS EDUCAZIONE & CURA
Dal 24 agosto all'11 settembre, il parco dell'Osservanza di Imola ha ospitato un campo estivo gratuito rivolto a bambini e ragazzi delle famiglie accompagnate da Caritas. Un'esperienza educativa e comunitaria progettata e coordinata da Officina Immaginata insieme a Caritas diocesana, con il contributo di volontari e realtà del territorio.
Offrire a bambini e ragazzi occasioni di gioco, apprendimento, socializzazione e scoperta, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali delle famiglie: è questo l'obiettivo che ha guidato la realizzazione del campo estivo promosso da Caritas diocesana di Imola.
L'iniziativa, ospitata nell'area verde del parco dell'Osservanza e completamente gratuita per le famiglie partecipanti, ha coinvolto bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado appartenenti a nuclei familiari già accompagnati dalla Caritas.
Per tre settimane, il campo ha rappresentato uno spazio educativo accogliente, nel quale vivere nuove esperienze, costruire relazioni e scoprire le proprie capacità. La gratuità del servizio ha permesso di abbattere le barriere economiche all'accesso, offrendo allo stesso tempo alle famiglie un sostegno concreto nell'organizzazione quotidiana durante il periodo estivo.
Officina Immaginata ha curato, insieme a Caritas, la progettazione e il coordinamento educativo del campo, mettendo a disposizione le competenze della propria équipe per costruire un'esperienza capace di rispondere ai bisogni dei partecipanti.
Durante le giornate, l'équipe ha svolto una funzione di regia educativa, accompagnando il gruppo, osservando e sostenendo le dinamiche relazionali e prestando attenzione alle esigenze individuali di bambini e ragazzi. Il lavoro educativo ha cercato di costruire un equilibrio tra attività organizzate, autonomia, apprendimento e socialità, valorizzando le occasioni di crescita che possono nascere anche dai momenti informali e dalle esperienze condivise.
Il programma ha alternato momenti dedicati ai compiti estivi, laboratori espressivi, gioco libero, attività strutturate, sport e uscite sul territorio.
L'obiettivo non era soltanto offrire un servizio durante le vacanze scolastiche, ma costruire un contesto nel quale ciascun partecipante potesse sperimentare nuove possibilità, rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e sviluppare relazioni significative. In questo percorso, il gioco e lo sport sono diventati strumenti educativi per favorire collaborazione, autonomia, conoscenza reciproca e partecipazione.
Una parte importante dell'esperienza è stata dedicata alla scoperta di luoghi e realtà culturali del territorio. Le attività hanno previsto visite al Museo San Domenico e all'Autodromo di Imola, al Museo della Guerra di Castel del Rio e ai mosaici di Ravenna, con un'esperienza di incontro con la Caritas locale. Occasioni per uscire dai contesti abituali, conoscere nuovi ambienti e vivere esperienze culturali e formative condivise.
Accanto alle visite culturali, il programma ha dato spazio alla scoperta di nuove discipline sportive, grazie alla collaborazione con alcune realtà del territorio: il Circolo Scherma Imola per la scherma, Grifo Basket Imola per il basket e Takeshi ASD per il karate, oltre a una giornata presso la piscina comunale. Lo sport è stato proposto non soltanto come occasione di divertimento e movimento, ma anche come strumento educativo per sperimentare nuove capacità, mettersi in gioco e costruire relazioni con gli altri.
Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dai volontari, che hanno affiancato bambini e ragazzi nello studio, nei giochi e nelle diverse esperienze quotidiane. La collaborazione tra équipe educativa e volontari ha permesso di unire competenze professionali, disponibilità e cura delle relazioni, costruendo un ambiente nel quale generazioni diverse hanno potuto incontrarsi e contribuire alla crescita reciproca.
Il campo estivo è stato possibile grazie alla collaborazione tra Caritas diocesana di Imola, Officina Immaginata, il convento dell'Osservanza, che ha messo a disposizione i propri spazi, i volontari e le realtà sportive e culturali del territorio coinvolte nelle attività. Questa esperienza rappresenta concretamente il valore del lavoro di rete: mettere insieme spazi, competenze e risorse differenti per costruire opportunità educative accessibili e rispondere ai bisogni delle persone e delle famiglie.
Tra i volontari coinvolti erano presenti anche insegnanti in pensione, che hanno contribuito al supporto scolastico mettendo a disposizione le proprie competenze ed esperienze. Il loro coinvolgimento ha valorizzato la dimensione intergenerazionale dell'esperienza, mostrando come l'educazione possa diventare una responsabilità condivisa tra professionalità, generazioni e realtà diverse della comunità.
Per Officina Immaginata, progettare servizi educativi significa anche questo: contribuire alla costruzione di comunità educanti capaci di riconoscere le disuguaglianze e attivare risposte condivise. Un impegno che va oltre la durata del singolo progetto, con l'auspicio che le esperienze vissute, le amicizie nate e le capacità scoperte possano accompagnare bambini e ragazzi anche dopo la conclusione del campo.
L'esperienza è stata raccontata da Gabriele Grassi sul settimanale diocesano Il Nuovo Diario Messaggero del 10 settembre 2026, nell'articolo «Il campo della Caritas, un'estate ricca di scoperte».
L'articolo raccoglie anche il contributo di Lucia Mazzotti, coordinatrice dell'area Servizi Estivi di Officina Immaginata, che approfondisce le finalità educative dell'iniziativa, il ruolo dell'équipe e il valore della collaborazione con i volontari e le realtà del territorio.
Il 15 settembre 2026, Caritas Imola ha ripreso l'articolo sul proprio sito, rendendolo disponibile online.
Fonte: Gabriele Grassi, «Il campo della Caritas, un'estate ricca di scoperte», Il Nuovo Diario Messaggero, 10 settembre 2026.
Articolo ripreso e pubblicato online da Caritas Imola il 15 settembre 2026.
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